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The Shape of Water – Annegati nel romanticismo

I premi Oscar si stanno avvicinando e mosso da un’irrefrenabile curiosità mi sono fiondato nel mio cinema di ficucia per vedere se questo “The shape of Water” fosse veramente il capolavoro di cui tutti parlano.

Io sono il classico cinefilo di bocca buona: difficilmente qualcosa non mi piace. L’unico genere che faccio fatica a digerire sono i film romantici, perché trovo difficile non essere banali e stucchevoli parlando di un sentimento cinematograficamente abusato come “l’amore”. Essendo The shape of Water è un film estremamente romantico, sarà riuscito passare il mio severissimo giudizio?

Andiamo con ordine…

La vita è il naufragio dei nostri pianiClick To Tweet

Il regista, Guillermo Del toro, è famoso per essere completamente fuori dagli schemi, come persona e come regista. Le sue storie sono particolari e raffinate allo stesso tempo. Forse solo Pacific Rim è l’unico neo in una carriera vissuta tra film di nicchia e blockbuster atipici.

“The Shape of Water” è diverso.  Del Toro non rinnega la sua natura più intimista, ma la adatta per il grande pubblico.

È il 1962 piena guerra fredda ed Elisa, una ragazza muta, lavora come inserviente in un laboratorio scientifico. Elisa è sola al mondo a solo un vecchio pittore e una collega di colore come amici . Un giorno nel laboratorio arriva uno strano essere, una sorta di uomo anfibio il quale legherà in maniera particolare con Elisa. Il loro legame, come è facile immaginare , non non sarà ben visto dalle alte sfere del laboratorio.

Cosa mi è piaciuto

Mi è piaciuto il fatto che pur essendo una storia estremamente romantica, non si percepisce come tale. La ricostruzione storica è maniacale e l’omaggio a “il mostro della laguna nera” è davvero ben riuscito. I personaggi sono ben scritti e la trama scorre veloce come l’acqua di un torrente. 

Cosa non mi è piaciuto

Quello che no mi ha fatto impazzire è l’essere TROPPO politicaly correct. Ok che siamo nell’America degli anni 60, non esattamente il paradiso per le minoranze, ma la distinzione tra buoni e cattivi mi sembra fin troppo netta.

In conclusione

“La forma dell’acqua” non è un torrente in piena che ti travolge, ma è più un fiume che ti porta dritto al cuore delle cose. Un fiume in cui è facile navigare e le cui acque traboccano di romanticismo… ma di quello giusto.

Voto: 8

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