jessica fletcher

Il mio eroe Jessica Fletcher

Io sono un figlio degli anni 90 e come tale non ho potuto non essere cresciuto a pane, Nutella e “Signora in Giallo”.

Qualche tempo fa lessi un interessante articolo sul fatto che “Murder, she wrote” fosse un telefilm da nonne”. Per i ragazzi della mia generazione la parola “nonna” è di facile associazione con il nome di Jessica Fletcher.8941fc22277fdefe13a317b537910f3e

È con un filo di nostalgia che ricordo tutte quelle estati in cui ad accompagnare gli sfiziosi manicaretti  dalla nonna c’erano uno o due episodi dell’investigatrice più amata della Tv. e con l’abbraccio inebriante dell’abbiocco post pranzo si cercava di risolvere l’intricato enigma.

Solo ora che sono adulto, almeno sulla carta, sono riuscito a capirne davvero la grande eredità che Angela Lansbury, con il suo personaggio, ha lasciato ai posteri. Si, perché Jessica Fletcher è un vero e proprio eroe dei nostri tempi.

IL SORRISO

La Signora Fletcher è un’insegnate di inglese in pensione, vedova, che ha cominciato a scrivere romanzi gialli come rifugio da se stesa dopo la morte del marito. Non ha figli e di motivi per abbattersi ne avrebbe, ma imperterrita nella sua solitudine è attorniata da amici fedeli e da innumerevoli parenti che paradossalmente hanno loro più bisogno del suo aiuto che lei del loro. Ogni episodio finisce con il sorriso della protagonista. Questo ci fa capire che se crediamo in noi stessi, nulla ci è precluso e tutto, anche un omicidio può terminare con un sorriso. (ok, non per la vittima!)

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LODE ALLA VECCHIAIA

La vecchiaia è da sempre vista come qualcosa di estremamente negativa, ma se seguiamo l’insegnamento della nostra cara amica Jess possiamo affrontarla con il sorriso (vedi punto uno). Sempre più spesso si dice che la creatività è solo un affare per i giovani, che il cervello ci si atrofizza con l’andare dell’età. Mrs Fletcher comincia a scrivere romanzi (al pc!), e quindi diventare una scrittrice di successo, dopo la morte del marito quindi a più di sessantacinque anni, fate u po’voi! Un vero e proprio insegnamento per i più giovani: VECCHIO non vuol dire STUPIDO!

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AMICIZIA

Non si potrebbe parlare di Jessica Fletcher senza nominare i suoi mitici amici di Cabot Cove, quelli sparsi in giro per il mondo o la schiera infinita di nipoti che nel corso dei 22455 episodi arriviamo a conoscere. È incredibile come, in un mondo senza mail o Whatsapp, un’arzilla signora riesca a mantenere rapporti idilliaci con quelle che sembrano essere migliaia di persone. A dire la verità, nella serie come nella vita i veri amici, quelli che ci sopportano sempre e che sono costantemente presenti sono pochi… Jessica si fa coinvolgere nei problemi dei suoi più fedeli compagni di vita, ha una fiducia incrollabile in loro  e agisce senza tornaconto. Vuole loro bene e hanno bisogno di lei, ecco tutto. In una parola: AMICIZIA.
(in realtà il vero motivo è che è meglio esserle amico che.. NONSESAMAI!)

LO STILE

Lo Stile-Fletcher dovrebbe essere un termine di paragone con il quale tutte donne dovrebbero confrontarsi quando cominciano a farsi vedere le prime rughe. Impeccabile e mai eccessiva, se non strettamente necessario ai fini di qualche indagine. E’  un’ ospite eccezionale tutti da lei si sentono a casa; ma la cosa che più stupisce è come gestisce la sua notorietà: sempre con i piedi per terra. È una scrittrice famosissima, ma rimane sempre umile nella sua casetta mai vantandosi delle sue immense qualità.

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Alla fine Angela Lansbury, come Arthur Conan Doyle con Sherlock Holmes, è arrivata ad odiare il suo stesso personaggio. Tuttavia sono convinto che proprio come lo scrittore inglese  si rispecchi molto nella sua creatura. “Murder, she wrote” è l’emblema della serie Tv verticale, priva di ogni qualsiasi trama orizzontale e per questo potenzialmente infinita. Ed è proprio questa sua qualità che mi permette, a distanza di anni ormai, di finire questo post, accendere la televisione ( si, è ora di pranzo!) e gustarmi le  incredibili avventure di Zia Jess.

M.

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