Venzone (Udine), 1959 - Italian actors Vittorio Gassman, Silvana Mangano and Alberto Sordi on the set of the Mario Monicelli's movie "La Grande Guerra" (The Great War) 
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Venzone (Udine), 1959 - Gli attori Vittorio Gassman, Silvana Mangano e Alberto Sordi sul set del film "La Grande Guerra" di Mario Monicelli

Il miglior “war movie” della storia

Qualche giorno fa sulla nostra pagina Facebook è partito un sondaggio riguardante quale fosse il miglior Film di Guerra della storia (commedie incluse). Devo essere sincero, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla grande varietà di titoli elencati. Tuttavia, tra le decine di commenti, nessuno aveva citato quello che io considero il migliore in assoluto. “La grande guerra” di Mario Monicelli. 

Badate bene, non il migliore dal punto di vista tecnico o narrativo, ma il migliore che un italiano possa mai guardare.

La guerra non è altro che un lungo ozio senza un minuto di riposo. Click To Tweet

recflash analisi "la grande guerra"La prima guerra mondiale viene definita “Grande Guerra” perché fu la prima vera guerra globale, che intacco tutti gli aspetti della vita di un individuo e di un popolo, aspetti che fino ad allora erano considerati intoccabili. Mario Monicelli costruisce un film attorno a due pilastri del cinema italiano: Vittorio Gasman, nei panni di un milanese di dubbi valori e Alberto Sordi emblema dell’arrangiarsi e del trovare scorciatoie. I due si incontrano/scontrano fin dal momento di dover partire per il fronte in Friuli Venezia Giulia. Sono due personaggi completamente diversi, ma anche identici; un po’ come lo è il popolo italiano.

Girato nel 1959 il primo aspetto che Monicelli ( e lo sceneggiatore Vincenzoni) mette in risalto è una conseguenza “positiva ” della guerra, che infatti viene vista come vero elemento unificatrore del popolo italiano. Tra le trincee si trovano costretti a convivere persone da tutte le parti della penisola, persone la quali non parlavano neanche la stessa lingua, ma che in fondo (come i due protagonisti) si trovano accomunatati dal medesimo destino.

Dopo averne sottolineato l’elemento unificatore la guerra diventa una spietata e crudele portatrice di sofferenza; è proprio nel descrivere questo aspetto che entra in gioco la geniale arma segreta del cinema italiano: l’ironia. 

Fondamentalmente “la Grande Guerra” è una commedia. Fa oggettivamente ridere, ma proprio per questo, mai come in questo caso, l’atrocità e l’insensatezza della guerra risultano indelebili nella mente di chi guarda. Emblematica la scena della gallina contesa fra le due trincee  o il personaggio del veneto Bordin, pronto a tutto per racimolare qualche soldo da mandare a casa, o ancora, le continue dispute tra i protagonisti. Tutti episodi che lasciano in bocca l’intenso sapore della commedia italiana di un tempo; il sapore del riso amaro.

grande guerra analisi

Tra le note di Nino Rota Giovanni (Gasman) e Oreste (Sordi) si destreggiano caratterizzando due personaggi iconici; antieroi per vocazione, impauriti e mai rassegnati che diventeranno solidali gli uni con gli altri per far fronte ad una catastrofe che li travolgerà portandoseli via in un unico, eroico piano sequenza finale.

Presentato al Festival Del cinema di Venezia del 1959, fu in un primo momento snobbato dalla critica, ma acclamato trionfalmente dal popolo che costrinse i giudici a premiarlo con il Leone D’Oro, Perché “La Grande guerra” è un film sul popolo per il popolo, un film difficile da dimenticare perfetto connubio tra una frizzante commedia e il tragico neorealismo. 

M.

 

 

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