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Collateral Beauty – L’apparenza che non ci inganna

recensione collHoward (Will Smith) è un uomo realizzato: ha fondato un’agenzia pubblicitaria di successo insieme all’amico With (Edward Norton), ha una bellissima figlia e, ed è un fermo sostenitore che l’uomo sia governato da tre astrazioni: la ricerca dell’amore, del tempo perduto e dalla paura della morte. La sua vita prende purtroppo un’inaspettata piega tragica quando sua figlia muore. Howard è devastato e nel culmine della disperazione scrive tre lettere; una all’amore una alla morte è una al tempo, non sapendo che… otterrà risposta.

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Probabilmente passato alla ribalta come il trailer più forviante della storia (vedere per credere) Collateral Beauty è un film irregolare nella narrazione, ma fin troppo prevedibile negli intenti. Una prima parte piacevole e dinamica lascia il posto ad una seconda piena di banalità, luoghi comuni e una ricerca spasmodica della commozione, fino a concludersi in un assolo di retorica drammatica. Tirando le somme è un ottimo film per distrarsi e destinato ad emozionare senza lasciare il men che minimo segno post visione.
Personalmente non amo il genere e ho trovato eccessivamente lagnosi e melensi soprattutto certi dialoghi che portano ad un incoerenza dal punto di vista narrativo. E’ una questione di gusti, se il genere EMOTIVO vi piace, passerete comunque una piacevole serata.
Nota oggettivamente negativa è la prova di Will Smith, che per fortuna non è il vero protagonista del film. A tratti è quasi imbarazzante vederlo sullo schermo trascinarsi cercando di interpretare il padre disperato risultando invece un manichino rigido che alterna smorfie improbabili a giri in bicicletta. Nota d’effetto la metafora del domino che ci fa capire il senso del titolo più di molti dialoghi semi vuoti.

Il cast è stellare (amore puro per Hellen Mirren) ma non riesce a risollevare un film che poteva dire qualcosa di diverso e che invece si è scoperto essere un mal riuscito virtuosismo narrativo che gioca molto sull’apparenza. Da guardare senza impegno, lasciandosi ingannare dall’apparenza.

Voto: 6-

 

 

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