recensione snowden

Snowden- La libertà che non sappiamo di aver perso

Snowden recflashLa narrazione del film ha inizio nel 2013, anno in cui Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt)  decide di rintanarsi in una lussuosa camera d’hotel di Hon Kong con una documentarista e due giornalisti. Perché? Perché aveva una storia da raccontare.
Ed ha passato tutta la sua vita a servire gli Stati Uniti come consulente informatico lavorando per la CIA e per NSA. Durante il suo servizio è venuto a conoscenza di fatti che lo condurranno a dubitare dei metodi del suo governo per la raccolta d’informazioni.

Il terrorismo è solo una scusa. Click To Tweet

Il Caso Snowden è effettivamente stato sulle prime pagine dei più importanti giornali di tutto il mondo qualche hanno fa e ancora oggi è attivo un acceso dibattito sulle questioni sollevate in quella camera d’albergo di Hon Kong. La pellicola è il classico film di Oliver Stone: storia vera, montaggio serrato e quel profumo d’inchiesta che non sfocia mai nel giornalismo. Non è un documentario (ne esiste già uno,”Citizenfour“, utile per approfondire) e la sensazione che le vicende siano un po’ romanzate rimane. In se è un film molto piacevole, magari non troppo approfondito, ma le due ore abbondanti non si sentono affatto. Con questo film mi meraviglia sempre di più quanto sia effettivamente sottovalutato Gordon-Levitt.

Voto: 7.5

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