the young pope recflash

The Young Pope – Un film in serie

Dopo l’uscita del nono e del decimo episodio è terminata la prima, interessante, stagione diretta da Polo Sorrentino.  Il regista partenopeo è uno dei pochi fuoriclasse del cinema mondiale che si è cimentato nel girare un’intera stagione di una serie TV. Ed è proprio questo che rende “The Young Pope”  una serie diversa da tutte le altre: l’importanza di avere una mente creativa di prim’ordine libera da ogni restrizione da parte della produzione.

Le prime due puntate (articoletto sulle prime impressioni qui) mi avevano fatto ben sperare per il futuro anche se qualche scelta stilistica mi aveva fatto storcere il naso.

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Negli episodi successivi, a mio parere, la serie non ha fatto altro che crescere collezionando momenti entusiasmati, come quando il papa si veste per il discorso ai cardinali sotto le note di “I’m sexy and I know it” a intensissime sequenze drammatiche impreziosite dalle interpretazioni a dir poco spettacolari tanto di Jude Law quanto di Silvio Orlando e Diane Keaton.

Pio XII ha un piano ben preciso per il Vaticano e il mondo cattolico in generale. La sua anima conservatrice è radicata nel suo essere e lo porta a indire dei provvedimenti che vanno contro l’opinione pubblica, contro tutti i cardinali e anche contro le persone a lui più vicine. Il personaggio interpretato da Jude Law è il vero capolavoro di Sorrentino, è di una complessità magistrale, ad ogni puntata scoprima qualche aspetto del suo carattere che non sospettavamo e che amplia le sue possibilità future.

Il Cardinal Voiello, segretario di stato, invece è il mio personaggio preferito, molto più semplice  del suo superiore, ma non meno intrigante. Divertente e diabolico cerca in tutti modi di ostacolare i piani apparentemente folli del papa. Poi diciamocelo i siparietti a tema calcistico sono davvero divertenti.

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Il finale di stagione lascia non pochi dubbi sia sul possibile proseguo della narrazione (indubbiamente faranno una seconda stagione visto il successo)  sia su un possibile impiego di Sorrentino. A mio parere,  il regista napoletano è quanto meno INDISPENSABILE, perché è stato capace di far progredire il concetto televisivo di serie tv portandolo ancora pù vicino al Cinema. Ogni episodio della serie non è un episodio di una serie è un film fatto e finito, esteticamente curato e (quasi) mai c’è bisogno di un “nelle puntate precedenti”.

Voto: 8/9

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