La_Pazza_Gioia_04_cPAOLO-CIRIELLI

La pazza gioia – In fondo i matti siamo noi normali

la-pazza-gioia“Ma siete pazze?”
“Secondo alcune perizie sembrerebbe di si”

 

 

 

 

 

Beatrice e Donatella sono quelle che fior di giudici ha definito due soggetti mentalmente instabili e pericolosi. Si conoscono in una comunità di recupero dove insieme ad altre donne vivono cercando di diventare meno inaccettabili per la società. Le due donne sono persone completamente diverse, hanno personalità differenti come lo è il loro modo di affrontare e di vivere la vita, ma entrambe hanno un motivo per voler lasciare la comunità e grazie a coincidenze fortuite decidono di fuggire nel mondo reale.
Il regista italiano Paolo Virzi torna al cinema dopo il successo de “Il Capitale umano” con un film totalmente diverso: divertente da un lato e fortemente drammatico dall’altro. Le due protagoniste sono due persone fragili che nascondono la propria insicurezza in modi diversi e la comunità diventa una sorta di isola felice rispetto alla ripugnante società che troveranno ad aspettarle al di fuori di essa. Michela Ramazzotti  e Valeria Bruni Tedeschi si dimostrano due attrici mostruose e soprattutto quest’ultima, anche grazie al suo personaggio, da una prova di se stessa davvero incredibile.
Virzì è un maestro: costruisce un film di una bellezza struggente, ma senza sfociare nella pietà tipica dei film del genere. La lacrima alla fine scende, ma è timida e sincera come la nostalgia che si prova per un vecchio amico che non si vede da tempo. La pellicola è un piatto di alta scuola cinematografica e il cuoco Virzì si dimostra essere uno chef di livello assoluto, riportando in alto la ricetta che negli anni d’oro ha reso famoso il Cinema Italiano: il riso amaro.

Voto: 9

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