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Smetto Quando Voglio: Il riscatto dei laureati

201504271946201504241810Smetto-quando-voglioVoi siete le migliori menti in circolazione e vivete ai margini della società

 

 

“Smetto Quando Voglio” è un film del 2014, primo lungometraggio dell’esordiente Sydney Sibilia che racconta la storia di Pietro Zinni, interpretato da Edoardo Leo, e di altri sei ricercatori universitari italiani precari, che si ritrovano a fare un lavoro che non li aggrada, frustrati e insoddisfatti delle loro vite, cercheranno una via di fuga alternativa e un riscatto per i loro studi non corrisposti adeguatamente.

Pietro ha 37 anni ed  è un ricercatore neurobiologo con la testa fra le nuvole, eroe”fallito” dei nostri tempi che dice quasi sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato, con una ragazza da soddisfare, una casa da pagare e un gruppetto di 4 ragazzini a cui dà ripetizioni, che non lo pagano mai. Con la sua tesi di ricerca, Pietro ha scoperto un algoritmo che potrebbe rivoluzionare le sorti della sua vita, ma qualcosa va storto e i professori della commissione finanziatrice non rinnovano il contratto, licenziandolo.

La sua vita sembra andare ancora più a rotoli quando, tornando a casa, mente a sua moglie dicendole che è stato assunto a tempo indeterminato e scopre che, uno dei ragazzini che non lo paga mai, è ricco sfondato. Raggiungendolo in discoteca, scopre che il ragazzino paga 50 euro per sballarsi con una smart drug, quando in realtà una droga del genere costa molto meno. Ecco che a Pietro viene un’idea: è’ il momento di sfruttare il suo algoritmo per creare una nuova droga, con una molecola non ancora catalogata dal Ministero della salute e convocherà insieme gli altri sei ricercatori, che come lui, vivono in situazioni simili

Da qui in poi la trama inizia a farsi abbastanza prevedibile: inizialmente riescono a crearsi il loro giro d’affari e a far su tanti soldi, tanto che Pietro non rinuncia a comprare la lavatrice nuova per la sua ragazza Giulia(Valeria Solarino), Mattia (Stefano Fresi) inizia a frequentarsi con una escort russa e pure gli altri personaggi ormai pensano di averla fatta franca. Come in ogni storia in cui c’è di mezzo la droga, nella quale i soldi danno alla testa, però, prima o poi le cose vanno storte, e i nostri protagonisti si ritrovano a dover fare i conti con la legge diventando da ricercatori a ricercati.

Il film di Sydney è una cronaca moderna che scruta la situazione generale di chi, come Pietro e gli altri ricercatori, troppo spesso fa un lavoro che non lo aggrada o non corrisponde ai suoi studi. E’ altresì vero che questo film dalla trama non del tutto originale ma con elementi particolarmente interessanti, si rifà molto alle serie tv come Breaking Bad, o a film di genere americano, da cui forse non riesce a staccarsi completamente, finendo per avere una storia simile per molti versi, ma all’italiana. In ogni caso è una commedia piacevole e divertente, non banale, con del potenziale da sfruttare.Si vede che siamo ancora di fronte al primo lungometraggio del giovane regista che, nonostante qualche momento di stallo, funziona. Considerato poi che in questo film c’è metà cast della serie tv italiana Boris, che io personalmente ho amato, nonché altri grandi attori italiani, la recitazione è buona, i dialoghi sono interessanti, non deludono le aspettative e i personaggi sono ben caratterizzati.La fotografia utilizza un filtro “flou pop” acido, che a mio avviso in alcune parti stona e risulta troppo forte. La regia e il montaggio invece sono ben ritmati e conferiscono un ritmo piacevole al film.

Siamo comunque di fronte ad un’opera prima di qualità, da non perdere, diverso dalle solite commedie all’italiana degli ultimi anni da cui fortunatamente ci stiamo staccando!

Voto 7.5

Federica

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