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Zootropolis | Un “Cartone” Di Spessore |

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Mia cara, ci saremo pure evoluti, ma rimaniamo comunque animali Click To Tweet

 

 

 

Ieri sera mi sono imbattuta, un po’ scetticamente, nell’ultimo film di animazione firmato Disney: “Zootropolis”

Devo ammettere che mi ha meravigliosamente sorpreso. In questi ultimi anni la Disney ha saputo riprendere in mano le sue carte e giocarle al meglio.


Il film è ambientato in questa metropoli che ricorda una New York dai tratti futuristici, nella quale ogni sogno può diventare realtà. Anche quello di una coniglietta di nome Judy ( Judy non deludi, come viene soprannominata dai suoi genitori), che fin dall’età di 9 anni desidera ardentemente diventare una poliziotta. Quando parte dalla sua campagna per arrivare a Zootropolis però, le cose non vanno come previsto, e si ritrova a dover fare i conti con chi, come il capo della polizia, non crede che una coniglietta possa diventare poliziotto e le assegna l’incarico di ausiliario del traffico. Sarà così che incontrerà Nick Wilde, una volpe dalla parlantina vivace, a mio avviso uno dei personaggi più riusciti del film, che con la sua scettica ironia dac98adbd77bcb15e50e503ba5817897la aiuterà a risolvere il mistero dei 14 animali scomparsi. Nick fa e si comporta esattamente come tutti vorrebbero si comportasse : come una volpe scaltra, di cui non ci si può fidare : “Se per il mondo la volpe non è altro che una creatura disonesta, allora non ha senso cercare di essere qualcos’ altro”. Cosa che invece Judy tenta disperatamente di fare secondo la logica “Yes you can”.

Per tutto il lungometraggio, i rimandi o le citazioni ad altri film/serie tv, sono numerose e acute: come ad esempio il roditore che cita il “Padrino”, o la scena del montone con la tuta gialla nel suo laboratorio che rimanda a “Breaking Bad” (non a caso i due aiutanti montoni si chiamano Jesse e Walter).

Il tema è scottante: una Zootropolis nella quale vivono pacificamente tutte le specie di animali, dall’elefante al topo, personificati a tal punto che persino un grasso e amichevole ghepardo è goloso di ciambelle e si scarica app per identità virtuali.

Ma a qualcuno questo non va bene e per rimanere al potere, attraverso il potente veleno di un fiore, trasforma
gli animali predatori in selvaggi, mettendoli uno contro gli altri cercando così di dividere la città e poterla governare al meglio con il mezzo più efficace: la paura.

Metafora non solo di conflittualità tra le “specie” umane, ma l’ideologia che ci sia una vera e propria predisposizione biologica al crimine e alla violenza per alcune etnie piuttosto che altre.

Bisogna premiare la sceneggiatura che con i suoi dialoghi, in primis quelli tra Judy e Mike che ormai fanno coppia fissa nelle indagini in vero stile CSI ( nell’ultima scena infatti Mike rimanda ad Horatio Caine) intrattengono e divertono il pubblico.

Ma la regia di Byron Howard e Rich Moore, guidati sotto la produzione dell’innarestabile John Lasseter, non lascia scampo e punta ad un’indagine più sottile e critica : il film, per tutte le età, ci invita a non lasciare che la paura ci divida, proprio nell’epoca attuale dove vengono eretti più muri che ponti, e che se anche questo mondo è sempre stato in bilico è da noi che deve partire il cambiamento.

Personaggi top:

La volpe Nick; sarà che adoro le volpi, ma 47b32cf14f11b3ecdb2947a366888543il suo personaggio, dall’inizio del film fino alla fine, ha avuto un’evoluzione. Da volpe di città imbrogliona a volpe che prende veramente coscienza di sé e riesce a capire chi è davvero.

Il Ghepardo Benjamin: L’ho letteralmente amato. Mi è sembrato di rivederci Homer Simpson intento a gustarsi le sue ciambelle e a bighellonare per la centrale. Ma in realtà è un personaggio positivo, seppur non centrale, che ha saputo divertire senza cadere nel banale.

-Il Bradipo Flash:  non è tanto flash come noi, però, nonostante la sua lentezza, la sua auto la guida a tutta velocità: è il pirata della strada di Zootropolis.

Personaggi Flop: Non ho trovato, in realtà, grandi carenze in nessun personaggio. Forse alcuni, come persino Judy ma anche Bogo, capo della polizia,  erano abbastanza stereotipati per i miei gusti.

Nel complesso un ottimo film, che fa divertire e riflettere allo stesso tempo, per grandi e piccini!

-Federica-

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